Nel 2025 l’azzardo in Italia ha mosso cifre difficili da immaginare.
Come si spendono
Dove ci giochiamo i 165 miliardi
Scegli un gioco per isolarlo, o passa sul grafico.
Italia164,6 mld €
Composizione del giocato (raccolta, fisico e da remoto) per tipologia di gioco. Fonte: Tab. 2 del Libro Nero sull’azzardo, anno 2025. La somma delle regioni è poco inferiore al totale nazionale, che include le giocate all’estero, a San Marino e quelle non attribuibili a un territorio.
Come cresce
Presto il gioco inciderà sul PIL più di agricoltura e costruzioni
Dal 2006 la raccolta dell’azzardo è quadruplicata: oggi pesa il 7,3% del PIL e sta per superare agricoltura e costruzioni messe insieme.
Raccolta (mld €, valori reali)Incidenza % sul PILPerdite nette (dal 2016)Costruzioni · 5,7% del PILAgricoltura, caccia e pesca · 2,3%
Raccolta complessiva in valori reali (base 2025) e incidenza % sul PIL, 2006-2025; la riga rossa è la perdita netta dei giocatori, dato nazionale dal 2016 (valori nominali). Fonti: Graf. 1 e 3 del Libro Nero sull’azzardo; i valori di raccolta 2006-2015 sono stime di lettura dal grafico del report. La colonna a destra, sullo stesso asse del PIL, impila costruzioni (5,7%) e agricoltura, caccia e pesca (2,3%): 175 mld € e 8,0% del PIL, appena sopra il 7,3% dell’azzardo. Quote su dati ISTAT, a fini illustrativi.
Il colpo d’occhio
Economie rubate
È come se ogni anno ci giocassimo quattro volte il fatturato mondiale di IKEA.
Totale giocato per regione nel 2025. Passa sopra una regione per i marchi dai numeri simili.
229 mln €26,0 mld €
Da tutta Italia
Giocato
165,3 mld €
≈ 4× il fatturato mondiale di IKEA
IKEA
IKEA
Perso
21,9 mld €
≈ 80% l’utile netto di Toyota
Toyota
Toyota
I marchi sono scelti per vicinanza: l’azienda il cui fatturato mondiale (per il giocato) o utile netto (per il perso) è più simile al totale della regione. Confronti illustrativi, bilanci 2024-2025.
Online
Stillicidio online
Aprire un conto di gioco online non significa vincere. Per la maggioranza è una perdita lenta e costante, goccia dopo goccia: ecco come si chiude l’anno, conto per conto.
Senza percentuali: immagina 10 persone qualsiasi che in un anno giocano online. Ecco, in media, come va a finire.
7 perdono poco (fino a 1.000€)1,5 perde molto (oltre 1.000€)1,5 in positivo
7 su 10 · la maggioranza silenziosa
Perdono poco, fino a 1.000€ in un anno: una cifra che si sopporta, e infatti non se ne lamentano quasi mai. C’è anche un motivo più sottile: la percezione si offusca. Un mese perdono 100€, quello dopo ne vincono 150, quello dopo ne riperdono 100. Ricorderanno la vincita da 150 e non si accorgeranno di essere comunque sotto di 50€. Insieme, oltre 8 persone su 10 chiudono l’anno in rosso.
~1,5 su 10 · gli entusiasti
Chiudono l’anno in positivo, ma per pochi euro, fino a un massimo di 5.000€. Sono quelli che parlano volentieri del loro hobby: le loro storie, però, raccontano solo una piccola fetta del tavolo, e fanno sembrare normale qualcosa che capita a circa 1,5 giocatori su 10 (il 16%).
1
su 100.000
E la vincita importante, quella vera? Tocca a circa una persona su centomila. È l’eccezione rarissima che tiene viva l’illusione di tutte le altre.
Lettura semplificata dei dati: nel 2025 il 83,7 % dei conti online chiude in perdita e il 16,3 % in attivo (quasi sempre per pochi euro). Gli «omini» traducono queste quote in 10 persone: 7 perdono poco, 1,5 molto, 1,5 chiude in positivo; l’omino diviso a metà vale mezza perdita forte e mezzo guadagno. Fonte: Fig. 4 del Libro Nero sull’azzardo. La distribuzione esatta è nel grafico qui sotto.
Su 100 conti di gioco online attivi nel 2025, quasi 84 chiudono l'anno in perdita. Solo 16,3 % restano in attivo, e quasi tutti per importi piccoli.
Saldo negativo · 83,7 %
da 0 a -100 €47,2 %
da -100 a -300 €14,1 %
da -300 a -500 €5,3 %
da -500 a -1.000 €6,0 %
da -1.000 a -2.500 €5,6 %
da -2.500 a -5.000 €2,7 %
da -5.000 a -20.000 €2,5 %
da -20.000 a -50.000 €0,2 %
oltre -50.000 €0,1 %
Saldo positivo · 16,3 %
da 0 a +5.000 €16,0 %
da +5.000 a +150.000 €0,2 %
oltre +150.000 €0,001 %
Distribuzione dei conti online per valore del saldo annuale, composizione % sul totale dei conti attivi. Fonte: Fig. 4 del Libro Nero sull'azzardo, anno 2025.
Online
Una piaga maschile
Più di tre conti online su quattro sono di uomini, e fra i giovanissimi la quota sfiora il 90%. L’azzardo a distanza ha un volto, ed è soprattutto maschile e giovane.
MaschiFemmine
In ogni fascia d'età, com'è diviso il conto fra maschi e femmine. La quota maschile è schiacciante fra i più giovani e resta maggioranza ovunque.
18-2485,1 %14,9 %
25-3480,5 %19,5 %
35-4477,1 %22,9 %
45-5472,0 %28,0 %
55-6469,9 %30,1 %
65-7469,0 %31,0 %
75-8463,9 %36,1 %
Totale77,8 %22,2 %
Distribuzione dei conti online attivi per classe di età e genere, composizioni %. Fonte: Tab. 6 del Libro Nero sull'azzardo, anno 2025.
La mappa
Dove pesa di più
Soldi giocati e persi rapportati al numero di abitanti di ogni regione... sì, ogni anno sono migliaia di euro a testa.
Totale giocato in un anno, per residente (turnover, non soldi persi).
1779 €3872 €
Classifica · valore più alto
Il «giocato» è il turnover (somma delle puntate): gran parte torna in vincite, non è denaro perso.
I confronti
Parliamo di economie rubate
I numeri dell’azzardo diventano leggibili se accostati a quelli di aziende che conosci: il giocato a confronto con i fatturati mondiali, i soldi persi a confronto con gli utili.
Soldi giocati (turnover)
165,3 mld €
come il fatturato mondiale annuo di…
IKEAIKEAIKEAIKEAIKEAfatturato mondiale 41,5 mld €
NikeNikeNikeNikeNikefatturato mondiale 40,0 mld €
NetflixNetflixNetflixNetflixNetflixfatturato mondiale 39,0 mld €
VisaVisaVisaVisaVisaVisafatturato mondiale 34,6 mld €
Soldi persi al gioco
21,9 mld €
come l’utile annuo di…
ToyotaToyotautile netto 27,2 mld €
SamsungSamsungutile netto 27,3 mld €
VisaVisautile netto 17,4 mld €
ShellShellutile netto 16,0 mld €
Confronti onesti: il giocato (turnover) accostato al fatturato mondiale delle aziende, i soldi persi (≈ 13,2 centesimi per ogni euro giocato) al loro utile. Il numero di loghi indica quante volte ci sta (4 loghi IKEA = quanto quattro IKEA). Dati bilanci 2024-2025.
Il gioco
Prova a non perdere
Parti da un capitale e gioca. Ogni mano rimette in gioco tutto il saldo, e in media torna solo l’86,8%. Non serve barare: bastano i numeri veri.
Il banco
Quelli che vincono sempre
Mentre cittadini e Stato sono i due perdenti, le imprese del settore crescono: in cinque anni gli utili delle maggiori sono saliti del 165,0 % in termini reali.
Valore della produzione dei principali operatori nel 2024 (milioni di euro).
Lottomatica Group2,6 mld €
Sisal Italia1,5 mld €
Brightstar Lottery994 mln €
Snaitech718 mln €
Eurobet Italia518 mln €
Betflag95 mln €
Admiral Bet59 mln €
Dove finiscono
Allo Stato, o ai concessionari?
Dei soldi persi al gioco, una parte è gettito per lo Stato, il resto resta a chi i giochi li gestisce. La fetta dei concessionari cresce di anno in anno.
Allo Stato (gettito erariale)Ai concessionari e alla gestione
369122016201720182019202020212022202320242025
Le due onde sono le quote delle perdite nette dei giocatori (Graf. 3 del Libro Nero) che vanno allo Stato e ai concessionari, sovrapposte per confrontarle a colpo d’occhio. Il gettito erariale è da un decennio fermo intorno agli 11 mld (2025: 11,4 mld dal report; anni precedenti stimati ~costanti su dati pubblici ADM, con il calo 2020 da lockdown); la quota dei concessionari, ricavata per differenza, sale insieme alle perdite. Valori in mld € nominali, indicativi.
In UK la chiamano la «tassa degli stupidi»
Una parte di quei soldi torna allo Stato come gettito, e c’è chi la considera una «tassazione volontaria» quasi accettabile. Ma è una tassa regressiva, che pesa di più su chi ha di meno; e intanto la fetta che resta ai concessionari, che con quei soldi estraggono profitti o li reinvestono in giochi sempre più capaci di creare dipendenza, cresce di anno in anno. Tre cose vale la pena ricordarle.
C’è una maggiore propensione alla tassazione volontaria da parte dei ceti più deboli.
Il gettito da tassazione volontaria cresce nel tempo, e questo spinge a chiudere un occhio sull’efficienza della spesa pubblica, sempre più bassa negli ultimi trent’anni.
La no tax area pensata per le fasce più deboli viene in larga parte riassorbita proprio da questo effetto di tassazione volontaria.
Nota metodologica e fonti
Fonte dei dati territoriali: Libro Nero sull’azzardo, 4ª ed. — Fondazione ISSCON / Federconsumatori / CGIL (maggio 2026). Raccolta 2025 per regione, provincia e tipo di gioco; perdite nazionali pari a 21.880.000.000 € su 165.344.915.023 € giocati.
Giocato (o «raccolta») è il turnover: la somma di tutte le puntate, gran parte delle quali torna in vincite. Non è denaro «perso», ma la redistribuzione casuale del denaro toglie qualsiasi valore meritocratico; e ogni euro speso nel gioco è un euro sottratto alle economie locali (se metti 10€ in un gratta e vinci, quel giorno non compri il pane). I soldi persi sono la perdita netta, in media il 13,2 % del giocato (payout medio 86,8 %).
Le mappe «soldi persi» applicano il tasso medio nazionale (13,2 %) a ogni area: è una stima, perché il payout reale varia per tipo di gioco e per canale. Il gioco da remoto, per esempio, restituisce in media più vincite per ogni euro giocato rispetto a quello fisico, quindi a parità di giocato fa perdere un po’ meno.
La somma delle regioni (164,6 mld €) è inferiore al totale nazionale perché quest’ultimo include le giocate compiute all’estero, a San Marino e quelle non attribuibili a un territorio.
Per la Sardegna il report non fornisce il dettaglio provinciale. Il giocato online è attribuito alla residenza del giocatore.
La perdita complessiva non finisce «nell’economia reale»: in parte è gettito per lo Stato (11.400.000.000 € di entrate erariali) e in parte ricavo degli operatori. È la tesi del report: anche lo Stato, contati i costi sociali, è tra i perdenti.
Dati delle aziende: bilanci 2024-2025 (in euro), con il fatturato a livello mondiale di gruppo. Confronti a fini illustrativi, accostando grandezze omogenee (perso con utile, giocato con fatturato mondiale). Geometrie delle mappe: confini ISTAT (openpolis).
Questa pagina è un esperimento di comunicazione: non promuove né condanna, prova a rendere visibili dei numeri.
Nota legale e finalità
Questa pagina è un esperimento di data-journalism e comunicazione di pubblica utilità, senza scopo di lucro diretto e senza vendita di prodotti o servizi collegati ai contenuti qui mostrati. L’obiettivo è rendere comprensibili, attraverso confronti visivi, le dimensioni economiche del gioco d’azzardo in Italia e stimolare una riflessione sull’impiego delle risorse: i medesimi capitali avrebbero, a nostro avviso, un impatto più solido se investiti o spesi nell’economia reale (verso imprese che producono beni o servizi) anziché destinati al gioco d’azzardo.
Tutti i marchi, loghi e nomi commerciali citati appartengono ai rispettivi titolari. Il loro impiego è puramente descrittivo e referenziale, a fini illustrativi e di confronto numerico basato su dati di bilancio pubblici (esercizi 2024-2025). Non sussiste, né viene in alcun modo suggerito, alcun rapporto di sponsorizzazione, affiliazione, partnership, collaborazione o approvazione da parte dei titolari dei marchi citati. I confronti hanno valore esclusivamente esemplificativo e non costituiscono valutazione, giudizio o raccomandazione di natura commerciale o finanziaria sulle aziende menzionate.
I dati riportati provengono dalle fonti indicate nella nota metodologica e sono elaborati in buona fede; le opinioni espresse costituiscono libera manifestazione del pensiero a fini informativi e di sensibilizzazione. Nessun contenuto è inteso in senso denigratorio nei confronti di alcuna persona o impresa.
I titolari di diritti che ritengano un contenuto lesivo o inesatto possono contattarci a simone@archimio.com: provvederemo tempestivamente a correggere o rimuovere il materiale segnalato.